Mantova: spiritualità antica nel centro storico

Un passato ricco di storia

Il territorio mantovano è disseminato di tracce numerose ed indelebili che rimandano ad un passato ricco di storia: i secoli di dominazione della famiglia Gonzaga, protagonista di mecenatismo artistico e culturale per quasi quattro secoli, dal 1328 al 1707; il martirio di Longino, il soldato che portò in terra mantovana il Santissimo Sangue; l’esperimento di Sabbioneta, città costruita secondo i dettami dell’architettura rinascimentale. Ad accomunare queste testimonianze storiche sono le numerose chiese, i santuari e le abbazie edificati per celebrare le manifestazioni di devozione della popolazione.

mappaNell’anno 804 accadde un evento che segnò la città di Mantova: il ritrovamento di quella che si ritenne parte del sangue versato da Cristo in croce proprio nel luogo in cui oggi sorge la grandiosa Basilica di Sant’Andrea. Non meraviglia quindi che la città si sia arricchita di chiese di non comune rilevanza, nella cui realizzazione sono intervenuti artisti di grande fama. La città conta, infatti, un centinaio di edifici sacri. Purtroppo le vicende del Settecento hanno devastato larga parte di questo patrimonio; ciò che rimane tuttavia colloca Mantova tra le mete primarie per chi volge lo sguardo all’arte sacra.

L’itinerario religioso che proponiamo nel centro storico di Mantova prevede un’ora solo per gli spostamenti e circa tre ore per visitare in modo approfondito ciascun sito.

Cattedrale di Mantova. Piazza Sordello.

Cattedrale di Mantova, Piazza SordelloNoto anche come Duomo, intitolato all’apostolo Pietro, l’edificio esisteva già nell’XI secolo quando, dopo un incendio, fu ricostruito in forme romaniche. Nei secoli successivi fu oggetto di costanti interventi volti ad ampliarlo e abbellirlo. L’attuale facciata fu realizzata a metà del Settecento, mentre il fianco destro è quanto rimane della costruzione del Trecento e Quattrocento. Il campanile romanico si innalza dall’interno di una torre forse romana. L’interno è opera di Giulio Romano, cui il cardinale Ercole Gonzaga commissionò la ristrutturazione del precedente romanico-gotico, e vede dieci altari laterali, ciascuno arricchito da pale di importanti artisti dell’epoca, veronesi, mantovani e parmensi. Sotto la mensa dell’altare sono custodite le spoglie di Sant’Anselmo, patrono della città e della diocesi nonché vescovo di Lucca, che morì a Mantova nel 1086. Il corpo incorrotto è visibile il 18 marzo, giorno della festa. Nella Cattedrale è presente il Santuario dell’Incoronata, un tempietto realizzato nelle forme del primo Rinascimento toscano da Luca Fancelli, allievo di Brunelleschi. Vi si venera un’immagine a fresco della Madonna con il Bambino, davanti alla quale la tradizione vuole che abbia pregato Sant’Anselmo; nelle cappelline sono conservati i resti mortali di vari santi e beati mantovani.

Basilica Palatina di Santa Barbara, Piazza Santa Barbara

In una singolare piazzetta all’interno del complesso di Palazzo Ducale, il duca Guglielmo Gonzaga, appassionato musicista, affidò all’architetto Giovanni Battista Bertani la costruzione della chiesa di palazzo.
Basilica Palatina di Santa Barbara, Piazza Santa BarbaraNel 1565 la chiesa venne dotata di un organo e di una cappella musicale di grande prestigio e nel 1572 i lavori vennero conclusi; nel corso degli anni il duca acquisì diverse reliquie di Santi per le quali si predisposero preziosi reliquiari, ora conservati al Museo Diocesano, e ottenne il permesso di far divenire la Chiesa di Santa Barbara una diocesi autonoma, distinta da quella di Mantova e dotata di privilegi tra cui una liturgia propria. La facciata si ispira a quella della Basilica di Sant’Andrea e l’interno conserva ancora i pregevoli dipinti originali.

Basilica di Sant’Andrea, piazza Mantegna

Basilica di Sant’Andrea, piazza MantegnaL’imponente chiesa, ultima creazione di Leon Battista Alberti, fu realizzata per dare degna collocazione alla reliquia del sangue di Cristo. Secondo la leggenda Longino, il soldato che trafisse il costato di Cristo in croce, raccolse ai piedi della croce la terra imbevuta del sangue; giunto a Mantova, prima di morirvi martire, nascose sottoterra questa importante reliquia che venne successivamente ritrovata nell’anno 804. Proprio in seguito alla notizia del ritrovamento, Carlo Magno chiese al papa Leone III di recarsi nella città per verificare l’accaduto; il papa risposte all’invito ed elevò Mantova a sede episcopale. Sul sito del ritrovamento venne eretta una grande basilica romanica: la costruzione e la decorazione si protrassero per oltre tre secoli, durante i quali il progetto dell’Alberti, morto nel 1472, si arricchì dell’apporto di Luca Fancelli, architetto principale del ‘400 mantovano, e di altri grandi artisti come Mantegna, Correggio e Giulio Romano. La cupola è alta 80 metri e porta la firma di Filippo Juvarra, mentre all’interno sono molti i riferimenti alla storia del sangue, custodito ancora oggi nella cripta in due elaborati reliquiari d’oro, a loro volta chiusi in una cassaforte sopra l’altare delle cripta. Il Venerdì Santo la reliquia viene portata in processione notturna per le vie del centro.

Rotonda di San Lorenzo, Piazza Erbe

Rotonda di San Lorenzo, Piazza ErbeLa Rotonda è la più antica delle chiese mantovane: fu costruita nel 1083 per volontà della contessa Matilde di Canossa e fu destinata a integrare le varie chiese edificate lungo i percorsi dei pellegrini per aiutarli a prepararsi spiritualmente alla venerazione della reliquia portata da Longino. La forma della chiesa, chiara ripresa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, la pone in rapporto con la vicina basilica di Sant’Andrea, ideale calvario dove da dodici secoli si venera il sangue di Cristo.

Chiesa di Santa Maria della Carità, Via Filippo Corridoni

Santa Maria della Carità fu edificata a partire dal 984 d.C. con il contributo della corporazione degli orefici-cambiavalute, che già allora esercitavano nell’omonima contrada. Dopo la ricostruzione del 1613 e la ristrutturazione del 1752 che le ha conferito l’attuale aspetto tardo-barocco, dell’originaria chiesa rimane solo il campanile probabilmente trecentesco. L’ingresso della chiesa è tutelato da un piccolo sagrato, sopraelevato rispetto alla via ed affollato di lapidi recuperate dal cimitero antecedente: tra queste si segnala una pietà quattrocentesca. Sulla facciata spicca un crocefisso che si dice sia stato portato da San Carlo Borromeo per le vie di Milano durante la peste, mentre l’interno in stile barocco è arricchito da stucchi e tele ad opera di Giuseppe Bazzani, importante artista mantovano del Settecento. È curioso notare, sulla casa dal lato opposto della strada, un rilievo settecentesco raffigurante l’Annunciazione, eccellente esempio delle numerosissime immagini devozionali collocate sulle case cittadine.

Chiesa di Santa Paola, Piazza dei Mille

Chiesa di Santa Paola, Piazza dei MilleLa chiesa di Santa Paola, con annesso monastero intitolato al Corpo di Cristo, fu edificata agli inizi del Quattrocento per volere di Paola Malatesta, seconda moglie di Gianfrancesco Gonzaga, affinché ospitasse le Clarisse Francescane. Alla costruzione partecipò anche l’architetto ducale Luca Fancelli che nel 1460 completò la costruzione del chiostro e del refettorio. Suor Livia Paola Gonzaga, figlia della marchesa Isabella d’Este e priora del monastero, fece affrescare la chiesa dopo la tumulazione della madre, che volle essere seppellita proprio in questo luogo; lo stesso Giulio Romano intervenne nell’opera, di cui rimangono tracce, dipingendo la scena funebre del funerale di Federico II. Tra il 1782 e il 1946 il convento fu adibito a caserma, fu poi sede di un’industria; ad oggi ospita una scuola di specializzazione post-diploma e la chiesa è chiusa al culto.

Di stile composito, l’edificio risente degli influssi dell’arte ferrarese, mentre la facciata a capanna e la decorazione ad archetti sui fianchi richiamano la maniera lombarda. L’influenza di gotico della Francia settentrionale si nota nei contrafforti con semicolonne sormontate da edicole a cuspide.

Chiesa di Santa Maria del Gradaro, Via Gradaro

Secondo la tradizione, una chiesa denominata Santa Maria in Campo Santo sarebbe sorta qui già in età paleocristiana, presso il luogo in cui subì il martirio San Longino, il centurione romano che portò a Mantova il sangue di Cristo. Il termine Gradaro è riconducibile alla parola latina cretarium (cumulo di creta) che descriverebbe la particolare caratteristica del terreno dove sorse l’originaria sede di culto.

Chiesa di Santa Maria del Gradaro, Via GradaroLe notizie certe la danno costruita nel 1256 dai Canonici Regolari di San Marco, un ordine mantovano fondato mezzo secolo prima. Passò successivamente agli Olivetani ed ai Celestini; soppressa nel 1772, degradata a magazzino militare ed a lungo in abbandono, durante la seconda guerra mondiale gli edifici dell’ex complesso religioso furono trasformati in campo di concentramento e in campo profughi. Da qui furono prelevati dieci soldati italiani, internati dopo l’Armistizio del settembre 1943, e fucilati per rappresaglia dai soldati tedeschi alla Valletta dell’Aldriga. La chiesa nel 1952 fu acquisita dal comune di Mantova che ne promosse il restauro vero e proprio nel 1962. Nel 1966, dopo 191 anni di sconsacrazione, la chiesa è stata riaperta al culto.

Santa Maria del Gradaro costituisce oggi una delle testimonianze più interessanti dell’arte sacra romana mantovana: la facciata del monumento è stata realizzata in stile romanico-gotico ed è caratterizzata per la particolare forma asimmetrica del portale a capanna; notevole anche il rosone in marmo e l’antico portale del 1295. L’interno conserva tracce di un divisorio che rimanda all’originaria separazione tra laici e monaci e particolarmente pregevoli sono gli affreschi di origine bizantina risalenti alla fine del XIII secolo.

Chiesa di Sant’Orsola, Corso Vittorio Emanuele

Chiesa di Sant’Orsola, Corso Vittorio EmanueleLa chiesa di Sant’Orsola, con annesso monastero dell’ordine di Santa Chiara, venne progettata tra il 1608 e il 1612 da Antonio Maria Viani, architetto di corte, e fu voluta da Margherita Gonzaga d’Este, duchessa di Ferrara, che decise di trascorrere la vedovanza presso il convento adiacente.  Tra il 1782 e il 1786 Giuseppe II soppresse, tra gli altri, il convento di Sant’Orsola. Il complesso di edifici, dopo esser stato caserma, venne adattato a ospitare l’ospedale civile cittadino. Quando quest’ultima funzione venne meno, gli antichi edifici monastici vennero demoliti nel 1930 e solo la chiesa si salvò. A pianta ottagonale di matrice lombarda, la facciata è stata recentemente restaurata, mentre gli interni sono spogli fatta eccezione per alcuni dipinti tra cui la pala d’altare centrale seicentesca ad opera di Lanfranco.

Chiesa di San Francesco, Piazza San Francesco

Chiesa di San Francesco, Piazza San FrancescoLa tradizione vuole che la Chiesa di San Francesco sia stata edificata nello stesso luogo in cui frate Benvenuto, discepolo di San Francesco, aveva costruito un piccolo oratorio. Fonti certificate attestano la presenza dei frati francescani nel territorio mantovano già dal 1232, mentre la chiesa conventuale fu costruita nel 1304 ad opera dell’architetto Germanus. Da quel momento, grazie alla protezione dei Gonzaga che vi collocarono il loro primo mausoleo, la Chiesa di San Francesco divenne una delle più belle chiese della zona e vide la partecipazione di insigni artisti tra i quali Andrea Mantegna. Soppressa alla fine del XVIII secolo e trafugata dai francesi, essa fu adibita ad arsenale militare nel 1811 e venne quasi interamente distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale nel 1944. Successivamente, l’edificio fu ricostruito intorno a quanto si salvò dalla distruzione bellica, la facciata con le tre guglie, il campanile e la Cappella Gonzaga, conservando quanto possibile lo stile romanico-gotico. Nel 1952 la Chiesa fu riaperta al culto e la ristrutturazione del convento terminò nel 1972.

Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, Via Trento

La chiesa risale a un periodo collocabile tra la fine dell’XI e i primissimi decenni del XII secolo ed è collocata proprio all’ingresso della città, nei pressi del ponte dei Mulini. L’edificio fu rinnovato in diverse occasioni durante i secoli: l’ultima ristrutturazione risale al 1836, anno in cui venne costruita la facciata in stile neoclassico su disegno dell’architetto Giovan Battista Vergani. Dell’originaria struttura oggi rimangono il campanile romanico del XII secolo e la fiancata destra.

Chiesa di San Leonardo, Piazza San Leonardo

San Leonardo è tra le chiese più antiche della città di Mantova essendo stata fondata nel XII secolo: sono rilevabili, infatti, tracce dello stile romanico nel campanile del XIII secolo e nella muratoria sul fianco destro. La chiesa, che rimase in possesso dei benedettini di San Ruffino sino alla metà del Quattrocento, fu rimaneggiata per ben cinque volte e la forma neoclassica attuale è dovuta all’ultima ricostruzione del 1793 su progetto dell’architetto Giovanni Battista Marconi.  Da segnalare le molte opere conservate all’interno, tra cui un affresco di inizio Cinquecento attribuito a Lorenzo Costa il Vecchio, nonché la cappella in stile tardo-gotico intitolata a San Gottardo.

Museo Diocesano Francesco Gonzaga, Piazza Virgiliana

Aperto inizialmente nel 1974 come mostra temporanea, il Museo Diocesano è stato inaugurato come museo permanente nel 1983 ed è dedicato al frate francescano Francesco Gonzaga, vescovo della diocesi di Mantova. Negli ampi spazi del chiostro medievale dell’allora monastero di Sant’Agnese, il museo espone numerosissime opere distinte per genere (sculture, dipinti, arazzi, oreficeria, smalti, ceramiche) e provenienza (da Bisanzio al mondo islamico, da Vienna a Parigi), qui depositate dalle parrocchie della diocesi. Tra le opere di maggior richiamo internazionale segnaliamo la più grande collezione di armature italiane quattro-cinquecentesche, diverse tele di Mantegna, Correggio e Lanfranco, un’ampia collezione di raffinati avori medievali e rinascimentali, diversi manufatti di oreficeria appartenute ai Gonzaga e gli arazzi dei primi del Cinquecento tessuti a Bruges.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi