Cosa vedere a Mantova

Cosa vedere a Mantova

Mantova è stata eletta città italiana capitale della cultura per l’anno 2016. Numerosi sono i palazzi, i musei, le chiese ed i luoghi di interesse che questa splendida città rinascimentale, riconosciuta dal 2008 Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco, può offrire al viaggiatore desideroso di scoprirne i segreti. Particolarmente intrigante può rivelarsi una visita alla città durante la seconda settimana di settembre: in questa occasione la città si tinge di blu e ospita, ormai da un paio di decenni, il Festivaletteratura – importante rassegna culturale di rilevanza internazionale.

L’itinerario che proponiamo per guidarvi tra i vicoli di questa cittadina rinascimentale inizia parcheggiando presso la Rocca di Sparafucile, luogo immortalato nel tragico finale del Rigoletto, la celebre opera di Giuseppe Verdi ambientata proprio a Mantova. Farete così l’ingresso nel centro storico dal ponte di San Giorgio, da cui è possibile ammirare il suggestivo skyline di Mantova.

Castello di San Giorgio e Camera degli sposi


Attraversato il ponte ci si trova davanti il Castello di San Giorgio, punto di confluenza delle vie che costeggiano i tre laghi di Mantova (Superiore, Inferiore e Lago di Mezzo). Questo castello è uno degli edifici più rappresentativi della città e fa parte della Reggia dei Gonzaga. Costruito tra il 1395 e il 1400 per volontà di Francesco I Gonzaga, il Castello di San Giorgio è riconoscibile per le sue quattro torri: all’interno della torre di nord-est viene conservata la sublime “Camera degli Sposi”, detta anche “Camera Picta”, celebre per il ciclo di affreschi ad opera di Andrea Mantegna. Questa stanza è definita non a caso il capolavoro assoluto del famoso pittore quattrocentesco: venne realizzata tra il 1465 e il 1474 e si configura come ilprimo esempio di prospettiva verticale al mondo. Basta sollevare lo sguardo per notare la tecnica con la quale la pittura illusionistica permette di dilatare spazialmente gli ambienti: una novità assoluta per quel tempo.

Palazzo Ducale


Costeggiando il fianco destro del Castello di San Giorgio, si entra in Piazza Sordello, vero e proprio cuore della Mantova Rinascimentale. Sul lato sinistro di questa maestosa piazza si trova il Palazzo Ducale. Noto anche come Reggia dei Gonzaga, questo edificio è uno dei principali edifici storici cittadini e si configura, grazie alle sue 500 e più stanze e alla sua estensione di ben 34mila mq, come la seconda reggia più grande d’Italia, seconda solo al Vaticano. I Gonzaga ne fecero la propriaresidenza ufficiale dal 1328 al 1707, per quasi quattro secoli ed è costituito da un vasto insieme di edifici, cortili, porticati e giardini nascosti. Il Palazzo del Capitano è l’edificio più antico di Palazzo Ducale e fu costruito sul finire del Duecento per volontà della famiglia regnante antecedente ai Gonzaga, i Bonacolsi. All’interno della vastissima reggia gonzaghesca segnaliamo per rilevanza la Sala del Pisanello, l’Appartamento degli Arazzi Raffaelleschi e quello delle Metamorfosi, lo studiolo di Isabella d’Este e i diversi affreschi di Giulio Romano, insieme ad una pala di Rubens.

Museo dei Vigili del Fuoco


Tra le eccellenze di Mantova si ritaglia un posticino anche questo museo il quale espone, in un’area appartenente al Palazzo Ducale, i mezzi utilizzati dai Vigili del Fuoco dal ‘700 ad oggi. La più grande collezione d’Europa comprende carri, automezzi, elicotteri, biciclette, moto e tutto ciò che nel corso della storia è stato utile per domare gli incendi. Un museo capace di emozionare adulti e bambini.

Gli amanti di Valdaro


Due giovani sepolti 6.000 anni fa furono ritrovati abbracciati nel 2007 alle porte di Mantova, in zona Valdaro. I due scheletri, un uomo e una donna, risalgono al neolitico e ora riposano nel loro abbraccio senza tempo presso il Museo Archeologico Nazionale di Mantova, che si trova in Piazza Castello. Già che siete in questa piazza, perdete qualche minuto per ammirarne l’imponenza e dirigetevi verso l’attigua Piazza Santa Barbara, che ospita l’omonima Basilica Palatina.

Piazza Sordello


Rientrando in Piazza Sordello, troviamo la Cattedrale di San Pietro, nonché Duomo di Mantova, edificato nel tredicesimo secolo e ristrutturato da Giulio Romano nel 1545, il Palazzo Vescovile, dal 1823 sede episcopale, e Palazzo Bonacolsi, che oggi ospita le lussuose suites Castiglioni. Alle spalle della cattedrale una costruzione quattrocentesca, con suggestiva loggetta e mini-giardino interno è stata nei secoli abitata dai canonici del Duomo e oggi ospita l’ufficio informazioni turistiche di Mantova. Per tutti i mantovani questa struttura è nota per essere la Casa del Rigoletto, il tragico buffone di corte Gonzaga, di cui troviamo una statua bronzea, opera di Aldo Falchi, al centro del giardino.

Teatro Bibiena


Addentrandosi sempre più nel centro storico della città raggiungeremo Via Accademia con i suoi suggestivi barettini disposti direttamente sulla strada. Mantova è anche la sede di uno dei teatri più famosi dello Stivale: il Teatro Scientifico Bibiena. Edificato per volontà di Maria Teresa d’Austria e progettato da Antonio Galli Bibiena, questo teatro barocco è un capolavoro degli anni ‘60 del Settecento; la facciata si deve invece a Giuseppe Piermarini, l’autore del Teatro alla Scala di Milano. L’edificio venne inaugurato nel 1769 da un quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart con un memorabile concerto: in quell’occasione il padre Leopold definì il Bibiena “Il teatro più bello del mondo”.

Bibblioteca Teresiana


A pochi passi dal Teatro Bibiena troveremo la bellissima Biblioteca Teresiana, voluta da Maria Teresa D’Austria nel 1780. All’interno di queste stanze è custodita la collezione di testi ebraici sulla cabala più importante del mondo tra i quali si segnalo lo Zohar, il testo fondamentale per le discipline cabalistiche, che fu stampato per la prima volta nel 1558 proprio a Mantova. La biblioteca Teresiana è stata riaperta al pubblico nel 2014 dopo un periodo di chiusura durato ben 18 anni e, piccola curiosità, si trova nella struttura che una volta ospitò la Compagnia di Gesù.

Piazza Broletto e Piazza Erbe


Da qui, attraversata la piazzetta dove è presente il monumento di Dante Alighieri, si giunge in Piazza Broletto, che ospita ilPalazzo del Podestà, l’Arengario ed il suggestivo Sottoportico dei Lattonai, che collega Piazza Broletto a Piazza Erbe. Il Palazzo del Podestà di Mantova, costruito nel 1227, ospitò le autorità del comune fino all’avvento della signoria dei Bonacolsi. Esso è collegato al Palazzo del Massaro tramite l’Arengario, mentre la facciata ospita l’Edicola di Virgilio, statua di marmo raffigurante il sommo poeta. Proseguendo si arriva in Piazza Erbe, dove si possono ammirare il Palazzo della Ragione, costruito nel 1250, la Torre dell’Orologio con un esemplare di orologio astronomico e la romanica Rotonda di San Lorenzo, la chiesa più antica di Mantova, costruita nel 1082 per volere di Matilde di Canossa sul modello del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Piazza delle Erbe è delimitata dai portici delle case tardogotiche e rinascimentali, tra cui la Casa del Mercante, costruita nel 1455 per il mercante ebreo Boniforte da Concorezzo.

La Basilica di Sant’Andrea


Proseguendo in Piazza Mantegna, si può visitare la Basilica di Sant’Andrea, costruita su progetto di Leon Battista Alberti tra il 1472 e il 1494 e dotata di una maestosa cupola firmata Filippo Juvarra. Proprio all’interno di questa chiesa, la più grande della città, è contenuta la reliquia più importante della Cristianità: il sangue di Cristo che il soldato romano Longino avrebbe raccolto ai piedi della croce. La reliquia è conservata nei cosiddetti “Sacri Vasi”, che a loro volta sono custoditi nella cripta di Sant’Andrea e che vengono esposti al pubblico ogni Venerdì Santo.

Passeggiando


Proseguendo lungo Corso Umberto I si arriva al Teatro Sociale di Mantova, costruito tra il 1818 e il 1822 da Luigi Canonica. Percorrendo poi Via Nievo, si può raggiungere la centrale Via Verdi e Piazza Canossa, di impronta settecentesca. Da qui si può raggiungere in pochi minuti Piazza Virgiliana, dove si trovano una statua dedicata a Virgilio ed il Museo Diocesano, il quale raccoglie una pregevole collezione di oreficeria, armature e oggetti sacri. Da qui si può raggiungere Palazzo d’Arco,sede della casa-museo dell’omonima famiglia aristocratica e che contiene, oltre ai pregevoli mobili e suppellettili, una notevole quadreria con opere di Lorenzo Lotto.

Proseguendo per via Scarsellini si può ammirare la sede dell’Università di Mantova e la Chiesa di San Francesco. Continuando per Via Solferino, Via Bonomi, Via Tito Speri, si arriva in via Chiassi, dove si trova la Chiesa di San Barnaba. Un’atmosfera romantica potrà essere ritrovata nei pressi della cinquecentesca Loggia di Giulio Romano, in via Pescheria: da questo luogo si può scorgere il rio che attraversa la città e che scorre tra gli antichi palazzi, collegando il Lago Superiore a quello Inferiore. Come d’altronde sosteneva Montesquieu nel 1729, Mantova è “città d’acque”, una “seconda Venezia” circondata da tre laghi.

Percorrendo via Acerbi, si può raggiungere la Casa del Mantegna, edificio che l’artista padovano fece costruire nel 1476, ben 17 anni dopo il suo arrivo a Mantova. Il disegno architettonico di questa struttura è caratterizzato da un cerchio (il cortile) incluso in un quadrato (il palazzo), dove si trovano le stanze collegate da un percorso circolare, moderna riproposizione delladomus romana. Di fronte si può ammirare la Chiesa di San Sebastiano (detta Famedio), capolavoro rinascimentale mantovano progettata nel 1460 da Leon Battista Alberti per volere di Ludovico II Gonzaga. La struttura, pulita ed equilibrata, è a croce greca, mentre all’interno un sarcofago custodisce le spoglie di tre dei martiri di Belfiore. Proseguendo si arriva al cinquecentesco Palazzo San Sebastiano, residenza di Francesco II Gonzaga e oggi sede del museo della città.

Palazzo Te


Non si può visitare Mantova e scordarsi di fare una visita, a pochi metri da Palazzo San Sebastiano, a Palazzo Te: questa villa,capolavoro di Giulio Romano, è uno dei più bei esempi di architettura rinascimentale italiana. L’edificio fu costruito tra il 1524 e il 1534 per volere di Federico II Gonzaga sia per ospitare i fastosi banchetti di corte sia per accogliere i suoi incontri segreti con le amanti, non a caso è anche chiamato “il palazzo delle delizie”. Al suo interno si possono ammirare gli straordinari affreschi nelle maestose sale: particolarmente rilevanti appaiono la Sala dei Cavalli, la Sala di Amore e Psiche e la Sala dei Giganti. Quest’ultima, per forma e disegno, rappresenta il primo esempio di arte in tre dimensioni della storia dell’arte: grazie alla pittura illusionistica e un uso sapiente della prospettiva il visitatore si sente totalmente inglobato nella scena. Palazzo Te ospita anche tre collezioni dedicate ai reperti egizi, mesopotamici e gonzagheschi e la donazione Mondadori che conservapregevoli opere pittoriche.

Piccoli grandi musei


Da Palazzo Te possiamo decidere di ritornare nel centro storico raggiungendo il Museo della Gazzetta di Mantova, in piazza Mozzarelli. Fondata nel 1664, la Gazzetta di Mantova è il giornale più antico d’Italia e il più antico del mondo tra i giornali privati ancora in edicola. Una storia e un record che sono stati celebrati nel 2014 con una bellissima mostra a Palazzo Te che ha permesso di rivivere, attraverso la storia del giornale, l’evoluzione del nostro paese e le più importanti vicende internazionali. La mostra ha dato origine ad un interessante museo, ospitato al primo piano della sede del Giornale e visitabile gratuitamente.

Per non farsi mancare proprio niente suggerisco di effettuare una sosta nella Casa della Beata Osanna Andreasi, in via Frattini. L’edificio, risalente ai primi del Quattrocento, fu ridisegnato da Luca Fancelli nella facciata e fu la dimora della nobile Osanna Andreasi, la quale nel 1477 venne segnata dalle stigmate e compì numerosi miracoli di guarigione. Il corpo della beata è custodito e venerato nel Duomo di Mantova, mentre la stanza di Osanna nel palazzo in via Frattini divenne ben presto luogo di culto. Casa Andreasi è aperta il martedì e il venerdì mattina dalle 10:00 alle 12:30, e il giovedì pomeriggio dalle 18:00 alle 19:00 oppure su prenotazione. L’ingresso è a offerta libera.

Da ultimo, potremo fare una sosta nel piccolo museo dedicato alla figura di uno dei più grandi piloti della storia dell’automobilismo mondiale, Tazio Nuvolari. Il pilota è anche ricordato con lo pseudonimo “Il Mantovano Volante” e secondoFerdinand Porsche “Nuvolari è il più grande corridore del passato, del presente e del futuro”.L’esposizione si trova all’interno dell’ex chiesa del Carmelino, in via Giulio Romano: un must per gli sportivi!

Prima di andare via: Mantova ebraica! Non molti sapranno che Mantova conserva importanti tracce della presenza ebraica: la Sinagoga Norsa Torrazzo è l’unica sopravvissuta delle sei sinagoghe anticamente presenti nell’antico ghetto.

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